Chi va dallo psicologo è matto?

Questa è una domanda molto diffusa tra le persone e prende forma quando esse non riescono a dare un senso alla propria sofferenza, oppure quando i loro comportamenti appaiono incomprensibili a se stessi o agli altri. Inoltre, questa è una domanda retorica che spesso frena chi avrebbe bisogno di un aiuto.

Forse ti stai ponendo questa domanda perchè temi il giudizio che gli altri potrebbero dare su di te se scoprissero che vai da uno psicologo, oppure hai paura che lo psicologo stesso ti giudichi, ti dica qualcosa che confermi la paura che in parte hai di avere qualcosa che non va. Il peggior freno è proprio la paura del giudizio dei vicini, di chi ci vede oltrapassare le porte dello studio, dei parenti e di chi giudica superfluo lo specialista. Sono molti gli errati luoghi comuni alla base del timore dello psicologo; spesso ho sentito dire ” basta la famiglia ad aiutare chi è in crisi” oppure “mica sono matto, dallo psicologo ci va solo chi sta male davvero, chi ha bisogno di farmaci, di essere ricoverato”, oppure ancora “Perchè devo andare dallo psicologo? Posso farcela da solo con le mie forze!”. Per carità, a volte ce la possiamo fare anche con le nostre forze, ma in certi momenti le forze scarseggiano e riprendersi da soli diventa quasi impossibile… .

Questi sono pregiudizi infondati e cerco di spiegare il perchè:

  1. La famiglia non sempre può essere di aiuto ad uno dei suoi membri, anzi spesso i peggiori contrasti si hanno in casa;
  2. Lo psicologo non somministra farmaci, utilizza solo la psicoterapia (se è specializzato) come strumento di cura, il ricovero e gli psicofarmaci sono di competenza dello psichiatra.

La psicoterapia non funziona così. Come prima cosa il professionista è formato a non giudicare secondo principi morali e a cercare di capire le emozioni spesso aggrovigliate che possono soggiacciono ad un comportamento o un pensiero foriero di sofferenza per il soggetto. Generalmente i nostri pazienti esprimono sollievo già dall’essere accolti ed ascoltati in silenzio da un’altra persona.

Lo psicologo e lo psicoterapeuta sono appositamente formati per trattare le questioni e le eventuali problematiche legate alla dipendenza e all’indipendenza. Tutti noi abbiamo fatto fatica a crescere, a staccarci dalle figure genitoriali, a trovare un posto soddisfacente nel mondo e a trovare la nostra identità autonoma.
Lo psicologo e lo psicoterapeuta sono appositamente formati per trattare le questioni e le eventuali problematiche legate alla dipendenza e all’indipendenza. Tutti noi abbiamo fatto fatica a crescere, a staccarci dalle figure genitoriali, a trovare un posto soddisfacente nel mondo e a trovare la nostra identità autonoma.

Lo psicologo crea dipendenza?

Lo psicologo e lo psicoterapeuta sono appositamente formati per trattare le questioni e le eventuali problematiche legate alla dipendenza e all’indipendenza.

Tutti noi abbiamo fatto fatica a crescere, a staccarci dalle figure genitoriali, a trovare un posto soddisfacente nel mondo e a trovare la nostra identità autonoma. Mettere la nostra sofferenza nelle mani di un altra persona può legittimamente suscitare il timore di non riuscire poi a staccarci da lei e riprendere un percorso autonomo.

La dipendenza è parte dei nostri legami umani, così come l’indipendenza. Non sono opposti assoluti, così come si è portati a pensare. La cultura occidentale ci spinge a sopravvalutare l’indipendenza e svalutare la dipendenza, ma alla fine sono gli eccessi che ci fanno star male. E si può soffrire anche di troppa indipendenza!

In taluni casi un periodo di dipendenza può addirittura servire, ovvero può essere curativa. Il “transfert” ne è un esempio; esso costituisce un particolare tipo di “dipendenza” dal terapeuta, tramite cui lo psicoterapeuta può fare delle ipotesi sullo stampo delle relazioni fondamentali che il paziente ha con gli altri. Queste ipotesi verranno poi comunicate al cliente, che potrà usufruirne per cambiare in maniera significativa alcune relazioni al momento considerate insoddisfacenti.

Un filosofo a me molto caro, Heinz von Foerster, proponeva il seguente principio di azione: “Agisci in modo da aumentare le possibilità di scelta“.

Ma quanto dura una psicoterapia? E quanto mi costa?

La velocità con cui corre la nostra vita, e soprattutto l’attuale crisi economica, impongono tempi di cura e di remissione dai disturbi molto veloci. Il tipo di terapia da me svolto è di tipo breve ed integrato, basato sull’utilizzo di varie tecniche di rilassamento psico-fisico tra cui la principale è l’ipnosi. Essa permette di andare subito in profondità al cuore dei problemi, accorciando molto i tempi rispetto ad una terapia convenzionale.

L’ipnosi, proprio perché va al lavorare fin da subito in profondità, e senza ombra di dubbio una terapia breve. In termini di percezione di maggiore rilassamento e benessere il risultato si percepisce fin dalla prima seduta, ma per stabilizzarlo occorre un lasso di tempo leggermente maggiore. Nell’arco di 10 sedute solitamente si apprezza un bel cambiamento, mentre i casi più complessi hanno una durata compresa al massimo tra i sei e gli otto per mesi.

Il prezzo della seduta singola è molto modico e e viene valutato in base al percorso che si decide di affrontare insieme

Lo psicologo e lo psicoterapeuta sono appositamente formati per trattare le questioni e le eventuali problematiche legate alla dipendenza e all’indipendenza. Tutti noi abbiamo fatto fatica a crescere, a staccarci dalle figure genitoriali, a trovare un posto soddisfacente nel mondo e a trovare la nostra identità autonoma.